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Psicologo online o in presenza: quale scegliere?

Una domanda sempre più frequente

Negli ultimi anni il supporto psicologico online è diventato una possibilità concreta e diffusa. Questo ha aperto una domanda legittima: è meglio uno psicologo online o uno in presenza?

Spesso la questione viene posta come una scelta tecnica, quasi logistica. In realtà, dietro questa domanda si nascondono convinzioni, timori e aspettative che meritano di essere esplorati.

L’idea implicita: “online è meno efficace”

Una delle supposizioni più comuni è che il lavoro psicologico online sia, per definizione, meno profondo o meno efficace di quello in presenza. Questa convinzione nasce dal fatto che siamo abituati ad associare la relazione d’aiuto alla condivisione dello stesso spazio fisico.

Ma qui è utile fermarsi un momento: la qualità del lavoro psicologico dipende davvero dal luogo, o dal tipo di relazione che si costruisce?

Cosa cambia davvero tra online e presenza

La differenza principale non è nella competenza del professionista, né negli obiettivi del percorso. Cambiano piuttosto alcune condizioni:

  • In presenza: il corpo, lo spazio condiviso, il setting fisico possono facilitare la percezione emotiva e il senso di contenimento.

  • Online: la distanza fisica può ridurre alcune inibizioni, aumentare il senso di controllo e rendere più accessibile il percorso.

Nessuna delle due modalità è “migliore” in assoluto. Sono semplicemente diverse.

Quando l’online può essere una risorsa

Il supporto psicologico online può essere particolarmente utile quando:

  • hai difficoltà a spostarti o poco tempo a disposizione

  • vivi in zone con scarsa offerta di servizi

  • provi forte ansia legata agli spazi clinici

  • senti il bisogno di iniziare con maggiore gradualità

Per alcune persone, iniziare online rende possibile qualcosa che altrimenti verrebbe rimandato a lungo.

Quando la presenza può fare la differenza

Il lavoro in presenza può essere preferibile quando:

  • senti il bisogno di una maggiore strutturazione

  • fai fatica a ritagliarti uno spazio protetto a casa

  • lavori molto su aspetti corporei o relazionali

  • desideri una separazione netta tra vita quotidiana e spazio terapeutico

Qui non si tratta di efficacia in senso assoluto, ma di adeguatezza al momento di vita.

Un falso dilemma: dover scegliere una volta per tutte

Un altro errore frequente è pensare che la scelta tra online e presenza debba essere definitiva. In realtà, molti percorsi integrano entrambe le modalità nel tempo.

La flessibilità non riduce la serietà del lavoro psicologico. Al contrario, spesso lo rende più sostenibile.

MenteFenice: la modalità come strumento, non come ideologia

In MenteFenice la domanda non è “meglio online o in presenza?”, ma “di cosa hai bisogno adesso?”.

Il supporto psicologico non è un format rigido. È un processo che si adatta alla persona, non il contrario.

Se stai cercando la modalità perfetta, forse la questione non è scegliere quella giusta in astratto, ma trovare quella che ti permetta davvero di iniziare.

 
 
 

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